12 Marzo 2013

Uno dei compiti di questa legislatura è quello di ridare alla formazione la sua naturale funzione di strumento attivo per lo sviluppo e l’occupazione. Se da alcuni anni la formazione ha avuto un’importanza marginale tra le politiche attive del lavoro, lo si deve anche all’azione di screditamento avviata da una politica poco lungimirante che ha sottovalutato il ruolo cruciale dell’istruzione. Per raggiungere l’obiettivo, la nuova programmazione, oltre a recuperare i percorsi di qualifica, ha concentrato la sua attenzione su programmi articolati e complessi come i bandi Antichi Mestieri e Green Future e le azioni a sostegno dell’imprese e dei lavoratori beneficiari degli ammortizzatori sociali. Per coloro che vogliono conseguire una qualifica e una professionalità specifica, invece, sono state avviate misure di finanziamento per favorire la creazione di nuove attività.

10 Gennaio 2013

La zona franca è tornata nell’agenda della politica sarda. Da tempo non si affrontava in maniera così dibattuta l’annosa questione che ha da sempre visto una radicale contrapposizione tra la Sardegna e lo Stato.La gravissima crisi economica che oggi coinvolge tutti i settori dell’economia, rende ormai improcrastinabile l’adozione di provvedimenti e di scelte di politica fiscale ed economica che consentano all’isola di avere un nuovo modello di sviluppo per Sardegna. L’istituzione della Zona Franca su tutto il territorio sardo costituisce un asse portante da cui partire per consentire la riduzione e/o l’eliminazione di imposte e dare un nuovo segnale alle produzioni: all’industria, all’artigianato e al commercio, ai servizi, alle esportazioni, da limitare  una fiscalità ormai non altrimenti sostenibile dal  tessuto economico sardo.  Tale traguardo è sicuramente possibile ma è altrettanto necessario che la Sardegna, senza alcuna incertezza realizzi un confronto politico con il governo affinché si giunga celermente all’emanazione di una normativa tale da prendere in considerazione la questione sarda alla stregua di quanto già avviene in Europa per altre realtà insulari.

09 Novembre 2012

L’appuntamento elettorale che si avvicina dev’essere vissuto con più forza e convinzione di quanta ci abbia animato finora nel dare fiducia al Pdl e a Silvio Berlusconi. Siamo di fronte ad un bivio importante per il Paese e per la Sardegna, quello di un futuro che ci riservi crescita e speranza, risanando i conti pubblici del Paese, o declino ancor più profondo di quello che abbiamo vissuto con il governo Monti e che potremo vivere con unapremiership di Bersani e della sinistra, che sarebbe un’annunciata disfatta per l’economia italiana. 

Le scelte tecniche dei professori hanno messo in ginocchio l’Italia anteponendo i conti delle casse pubbliche, che pur dovevano essere rimessi a posto, a quelli della tasche degli italiani, fattore che ha penalizzato la crescita, acuendo la crisi e facendo sfociare la disperazione in un problema sociale. Un problema che qui in Sardegna abbiamo vissuto, e stiamo vivendo, in maniera più drastica di altre Regioni. E così non è possibile continuare. Ecco perché l’attenzione dev’essere massima nell’esprimere il nostro voto al centrodestra ed al Pdl in particolare.

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